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giovedì 23 settembre 2010

Scheda: La centrale nucleare in fase di smantellamento ex-ENEL di Trino Vercellese + I rifiuti di Trino a Saluggia

ATTENZIONE: La centrale nucleare di Trino "Enrico Fermi", non va confusa con la centrale a gas "Galileo Ferraris" di Livorno - struttura spazialmente molto vicina (l confine tra i due comuni è piùttosto arzigogolato in questa zona, così la centrale di Trino si trova più vicina a Livorno Ferraris, e quella di Livorno è più vicina a Trino)...

La centrale nucleare, non è abbandonata, ma presidiata da decine di tecnici che stanno lì a far niente. Il grosso delle strutture è stato abbattuto, non ci sono più le torri di raffreddamento, permane solo fermo il nocciolo (senza combustibile) in attesa che decidano che farne.
Rimane tutt'ora sorvegliata quindi non conviene avvicinarsi troppo...





La centrale elettronucleare Enrico Fermi è una centrale elettronucleare situata nel comune di Trino (VC) e avente un unico reattore da 260 MW di potenza elettrica netta, a uranio a medio arricchimento (circa 4,5%), moderato ad acqua leggera e raffreddato secondo lo schema ad acqua pressurizzata (PWR).
È rimasta in funzione dal 1964 al 1987.
La centrale ha una gemella in Francia, presso il sito di Chooz A: tale impianto da 300 MW di potenza elettrica è entrato in funzione nel 1970 e ha smesso la produzione commerciale nel 1990.
La centrale nucleare di Trino è il frutto della prima iniziativa industriale avviata in Italia in campo nucleare.
Il 14 ottobre del 1955, all'indomani della Conferenza di Ginevra "Atoms for Peace", la Edison chiese a tutti i principali costruttori di reattori un'offerta per la realizzazione della prima centrale nucleare italiana.

Nel dicembre 1955 fu costituita la società SELNI con sottoscrizione paritetica del capitale da parte di elettroproduttori privati (Edison, SADE, Romana, SELT-Valdarno e SGES) e pubblici (IRI-Finelettrica con SME, SIP, Terni e Trentina).
Nel dicembre '56 la Edison sottoscriveva con la Westinghouse una lettera d'intenti per la fornitura di un reattore PWR da 134 Mw subordinata alla conclusione di un accordo Italia-USA per la fornitura di combustibile nucleare e la concessione di un finanziamento Eximbank.
Nell'aprile '57 l'iniziativa della Edison era trasferita alla SELNI, il cui controllo era assunto dalla Edison. Alla fine del '57 un pool formato da IMI ed Eximbank sottoscrisse il finanziamento dell'impresa per 34 milioni di dollari. Per la localizzazione dell'impianto fu accettato un terreno offerto dal comune di Trino
I lavori per la costruzione della centrale iniziarono nel '61 e si conclusero in meno di tre anni. Il 21 giugno 1964 il reattore raggiunse la prima criticità e a partire dal 22 ottobre 1964 iniziò a immettere elettricità in rete, operando - per effetto delle trasformazioni apportate al primo progetto - con una potenza elettrica di targa di 270 Mw.
Nel 1966, per effetto della legge sulla nazionalizzazione elettrica, la proprietà della centrale passò all'ENEL.
Il reattore fu fermato nel '67 a causa di problemi tecnici allo schermo radiale del nocciolo e fu riavviato nel 1970 dopo gli interventi di riparazione. Una seconda fermata fu imposta nel 1979 per gli adeguamenti decisi in seguito all'incidente di Three Mile Island (USA). I lavori tennero fermo il reattore fino a tutto il 1982. Dopo il riavvio il reattore di Trino continuò ad operare fino al 1987.

Nel 1987, dopo l'ultima fermata per la ricarica del combustibile, la centrale di Trino non fu riavviata, in attesa delle decisioni del Governo conseguenti al mutamento degli indirizzi di politica energetica seguiti al referendum dell'87. Nel luglio 1990 il CIPE dispose la sua chiusura definitiva, dando mandato all'ENEL di predisporre il piano di decommissioning.
Fino al momento della sua fermata definitiva la centrale ha operato con il migliore standard di rendimento fra le centrali nucleari italiane, producendo complessivamente 26 miliardi di kWh di elettricità, equivalente a tredici volte il fabbisogno annuo dell'87 della provincia di Vercelli (2 miliardi di kWh).

Nel novembre 1999 la proprietà della centrale – così come per le altre tre centrali nucleari italiane – è stata trasferita a SOGIN, che ha il mandato di procedere alla sistemazione dei materiali radioattivi presenti nel sito, allo smantellamento della centrale e al recupero e alla valorizzazione dell'area.

  
I rifiuti di trino a Saluggia


Il Deposito Avogadro del complesso di Saluggia contiene in una piscina 164 elementi di combustibile nucleare irraggiato, cioè quello scaricato dalle centrali nucleari. Di essi, 101 provengono dalla centrale nucleare di Trino Vercellese e 63 dalla centrale nucleare del Garigliano, situata a Sessa Aurunca (Caserta).
Il Deposito Avogadro contiene in una piscina 164 elementi di combustibile nucleare irraggiato, cioè quello scaricato dalle centrali nucleari. Di essi, 101 provengono dalla centrale nucleare di Trino Vercellese e 63 dalla centrale nucleare del Garigliano, situata a Sessa Aurunca (Caserta).
Del citato complesso di Saluggia fanno anche parte l’impianto Eurex-SO.G.I.N. all’interno del Centro ricerche dell’ENEA (ora è chiuso; effettuava il ritrattamento di elementi di combustibile irraggiato); ed il Complesso Sorin (produzione di preparati farmaceutici che contengono radioisotopi a breve tempo di dimezzamento e deposito temporaneo di rifiuti radioattivi solidi di II categoria).
A Saluggia si sono registrati diversi incidenti, anche gravi, da infiltrazione d'acqua che avrebbero contaminato la falda e la vicina Dora Baltea. L'ARPA Piemonte stende comunque rapporti tranquillizzanti: le contaminazioni avverrebero sempre secondo i limiti di legge e non rappresenterebbero alcun pericolo per la popolazione e per l'ambiente...

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